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Combinazione tra compostaggio e vermi-compostaggio della FORSU: un caso studio siciliano.

Articolo pubblicato sulla rivista scientifica "Ingegneria dell’Ambiente IDA" Vol. 10 n. 1/2023

COMBINAZIONE TRA COMPOSTAGGIO E VERMICOMPOSTAGGIO DELLA FORSU: UN CASO STUDIO SICILIANO

di Gaetano Di Bella, Enrico Licitra, Antonino Laudani, Sabrina Milano, Laura Cozzo, Graziella Rabbeni, Maria Gabriella Giustra, Marco Gentile, Roberto Palumbo, Santo Castagna

Università degli Studi di Enna “Kore”, Facoltà di Ingegneria e Architettura,  EcoEnnaServizi S.r.l.

Sommario

In natura i lombrichi elaborano enormi quantità di detriti vegetali ingerendoli e convertendoli in vermicast, ovvero il prodotto finale del processo di digestione dei lombrichi. Il vermicast è ampiamente riconosciuto come fertilizzante organico adatto alle piante. Ad oggi, il vermicompostaggio controllato di matrici organiche diverse rispetto alle deiezioni bovine, come ad esempio la frazione organica derivata dai rifiuti solidi biodegradabili (FORSU), ha fatto registrare risultati contraddittori limitando, di fatto, l’estensione dei risultati di laboratorio ad iniziative su più ampia scala del vermicompostaggio. I substrati organici più “fruttuosi” rimangono il letame animale e/o rifiuti alimentari selezionati. Al fine di approfondire la tematica, in questo studio è stato analizzato un processo combinato di compostaggiovermicompostaggio con Eisenia fetida per il trattamento della FORSU, mescolata con un substrato più idoneo ai lombrichi costituito da una miscela di lettiere animali e scarti alimentari preselezionati (MO – Materia Organica preselezionata). Per quanto riguarda la FORSU, sono state analizzate tre frazioni differenti provenienti da un impianto reale del settore di Gestione dei rifiuti municipali in Sicilia: FORSU tal quale, pre-compostato (PC, da intendersi come matrice organica che ha completato la fase di biodegradazione termofila) e Compost (C). I test di laboratorio hanno previsto 5 differenti applicazioni con proporzione di miscelazione differente, in parte coadiuvati dall’aggiunta di materia organica preselezionata (MO). I parametri fisico-chimici e il rapporto di crescita dei vermi nei diversi trattamenti sono stati misurati e confrontati. I risultati hanno mostrato che il processo combinato ha aumentato la qualità del prodotto finale, specialmente per le matrici selezionate e per la FORSU preliminarmente trattata, con un prodotto fertilizzante che appariva omogeneo, granulare, inodore e ricco di nutrienti. In particolare, l’analisi fisicochimica ha mostrato una significativa riduzione del rapporto C:N quando il vermicompostaggio è stato applicato alle matrici miscelate e MO, con rilevante aumento dell’azoto totale (N) e del fosforo disponibile (P). Il numero di lombrichi durante il processo è aumentato, sia in peso netto che in tasso di crescita, in particolare quando la FORSU è stata miscelata con materiale organico selezionato. Di contro, si è registrato un significativo accumulo di metalli pesanti nel “The di lombrico” (da intendere come fase liquida ottenuta da processi di biodegradazione del materiale organico e soprattutto dall’attività metabolica dei lombrichi), ed un contenuto degli stessi via via inferiore durante il processo.